20 - Trio Medusa

Trio Medusa

@triomedusa

Dalle Iene a Radio DeeJay passando per televisione e cinema. La personalità nell’entertainment visto da dentro

Chi è il Trio Medusa in un tweet?

Trio Medusa: animatori radiofonici, frequentatori abusivi della televisione, papà.

Non ci definiamo comici, siamo intrattenitori brillanti! Il comico è una persona che studia, che scrive un pezzo, tra di noi invece è sempre un dialogo spontaneo che spesso risulta divertente. Ci chiudiamo nella nostra cameretta, lo studio di Radio DeeJay ogni mattina alle 6 e cerchiamo di accompagnare la mattinata degli italiani. 

Voi siete nati da un garage, giusto?

Esatto, da un gabbiotto degli attrezzi che da due anni non c’è più purtroppo. Era luogo di culto, nasciamo come radio pirata! Noi ci conosciamo da quando avevamo 15 anni, ci siamo conosciuti a Marina Velca, località marittima in provincia di Tarquinia dove non c’è moltissimo da fare: si sa che la noia è un motore formidabile per la creatività. Ad esempio a volte ci capita di interagire con programmi televisivi in cui viene detto che non c’è budget, questo è anche una molla per poter inventare delle cose e sopperire la mancanza di fondi con idee e fantasia. 

Quell’anno ci siamo inventati di voler far radio: abbiamo costruito un trasmettitore abusivo ma eravamo senza la frequenza. Ne abbiamo cercato una libera ma il prodotto non era così tecnologicamente avanzato! Siamo finiti, in maniera veramente casuale, sulle frequenze di Radio Maria. Il nostro linguaggio, però, era un po’ laico e siamo stati subito segnalati. Abbiamo smontato tutto in fretta e furia per evitare problemi legali. Poi siamo andati ospiti ad una radio romana e lì ci hanno assunti. 

Tre luoghi che vi hanno segnato di più?

Uno certamente Marina Velca, in particolare il Bar 2000 dove ci siamo conosciuti. Molta Roma, in particolare Piazza Albania dove per 10 anni abbiamo vissuto, c’era la redazione delle Iene. Cologno Monzese con gli altri studi. Tra una cosa e l’altra siamo a Radio DeeJay da 19 anni! 

Entrando più nel dettaglio di questa vostra esperienza come trio, oltre alla radio avete anche fatto cinema, televisione. Quali sono le differenze tra questi mondi, che pur essendo intrattenimento, sono molto diversi?

Il fatto che in radio non ci sia il video sembra una cosa banale, ma è ciò che rende tutto diverso: non hai altre sovrastrutture oltre al venire in radio ed essere te stesso. In un film, al contrario, devi annullare te stesso e fare qualcosa di completamente diverso. Il nostro format è Gabriele, Giorgio, Fulvio. In televisione, invece, devi fare altro, sei un direttore d’orchestra e sei obbligato a seguire una struttura diversa da Radio DeeJay, dove possiamo essere spontanei. 

In tutte le vostre esperienze, ne avete una che ricordate in particolare?

Se dobbiamo pensare alla televisione, pensiamo alle Iene. Un servizio che ci ha esaltati è quello su Paul McCartney: avevamo scritto una sceneggiatura e siamo riusciti a girare un servizio ottenendo un’esclusiva mondiale che non aveva nessuno in quel periodo, ma con una spettacolarità frutto dell’ingegno e del lavoro di tutto il gruppo delle Iene. Sembrava il momento del tutto era possibile: ora per un ragazzo che si vuole avvicinare al mondo dell’intrattenimento è più difficile perché spesso i format sono già stati fatti da qualcun altro. 

A proposito di vostri format, il vostro processo di brainstorming come accade?

Per la radio le cose migliori nascono in diretta. Ad esempio, le canzoni travisate nascono da una puntata nella quale l’argomento era “cosa cantavo da ragazzino” e come venivano adattati i testi al tempo. Da lì è arrivato lo spin-off di un ragazzo barese che con convinzione ci segnalò che i Dire Straits avevano dedicato durante un concerto a Bari una frase in barese in Sultan of swing. Quella è stata la prima di oltre 5000 segnalazioni di questo tipo. 

Noi con il programma Chiamate Roma riusciamo a coinvolgere la creatività di un milione e passa di persone che ci ascoltano e che riescono a contribuire. Se tu riesci ad usare questi contributi, hai un programma con un milione di autori!

Un consiglio rapido da dare a giovani che si vogliono inserire nel mondo dell’intrattenimento?

Studiate e tenete attivo il cervello! Per diventare bravi bisogna fare molta gavetta, essere curiosi su tutto e non sentirsi migliori di altri e quando si vuole criticare qualcosa bisogna prima avere la certezza di poterlo fare meglio.

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