21 - Pietro Cesati

Pietro Cesati

Pietro Cesati

CEO di Soisy: comprare su e-commerce a rate grazie al marketplace dei prestiti tra privati

Pietro, raccontaci chi sei e cosa fai

Sono il founder e CEO di Soisy, una piattaforma che permette alle persone di comprare su e-commerce e pagare a rate e ad altre persone di finanziare i loro acquisti. 

Quali sono i tre luoghi identificativi per il tuo percorso personale e professionale?

Milano per origini e studi, Londra e Amsterdam, dove con Startup Bootcamp abbiamo imparato come portare Soisy fuori dall’italia con questo percorso di accelerazione nell’ambito Fintech di quattro mesi.

Cos’è il peer-to-peer lending?

Il prestito tra privati è un modo di fare banca diverso, senza di mezzo la banca che prende da un lato soldi dei risparmiatori e dall’altro li presta a persone che hanno bisogno di un prestito. Si pone come controparte per tutte queste: nel suo corpaccione incamera soldi da un lato e promette di restituirli dall’altro. In un mondo pre-digitale questo è il modo più efficiente di fare le cose, perchè chiaramente ci sono economie di scala e più sei grande, meglio è per fare questo tipo di cose: la banca con la sua rete di filiali dava un valore aggiunto. Il digitale però cambia queste cose: permette di connettere le persone con molta più facilità e diventa molto più efficiente permettere a chi vuole risparmiare di prestare direttamente i suoi soldi. Noi abbiamo due tipologie di clienti: gli investitori che fanno una forma di investimento particolare, ovvero prestare soldi ad altre persone e dall’altro lato abbiamo persone che per loro necessità hanno bisogno di un prestito. Cosa facciamo noi? Agiamo da piattaforma: un po’ li connettiamo con un marketplace, gestiamo tutte le cose al contorno e gestiamo il rischio con dei controlli su chi sta prendendo denaro a prestito. Questa cosa è del 2005: Zopa UK 2005, poi Lending club negli Stati Uniti e il concept si è espanso ad altri settori. Noi abbiamo provato a farlo nel 2016 con un primo concept e nel 2017 siamo arrivati al concept attuale. Noi lo facciamo in una maniera particolare, unica al mondo: è soltanto per finanziare acquisti di persone su e-commerce. Non finanziamo qualsiasi tipo di prestito. 

Quindi è possibile fare un pagamento rateale su e-commerce?

Esatto, le persone vedono Soisy nella pagina prodotto o al checkout “paga con Soisy”, ci sono una serie di domande abbastanza brevi a cui rispondere. Quando Soisy accetta, noi paghiamo l’e-commerce che spedisce la merce. Dal mese successivo il cliente paga a rate come ogni tipo di prestito. La particolarità è che quando dico che paghiamo l’e-commerce quelli in realtà non sono soldi nostri, noi ci limitiamo a trasferire soldi degli investitori all’e-commerce, così come quando tornano le rate non incassiamo noi, ma le dividiamo tra tutti gli investitori che hanno partecipato al prestito, noi prendiamo soltanto una commissione.

Per chi prende a prestito la vera differenza è che lo fa con un minor costo e più efficienza. È un modo per sostituire la vecchia banca in modo più efficiente e più sicuro. 

Da chi o cosa hai preso ispirazione per dirigerti verso questa strada?

La persona da cui ho preso ispirazione nel momento in cui ho fatto questa scelta è stato Fabio Lalli, founder di Iquii, startup che fa marketing e software che aveva fatto un percorso simile un paio d’anni prima, nel momento in cui io ero in piena scalata della gerarchia aziendale della banca, passando di promozione in promozione. Lui invece aveva abbandonato il suo lavoro all’interno di una grande società che faceva software per farsi la sua startup. Eravamo molto in contatto in quel periodo e vedere il suo percorso mi ha molto ispirato. Più facevo carriera, più mi rendevo conto che era un mondo vuoto dove arrivavo a fine giornata e non mi sembrava di aver aggiunto valore. 

Andando a quando invece l’ho fondata, avevo bisogno di skill imprenditoriali che non avevo e quindi ho preso ispirazione da Francesco Trucchia, founder di Flowing, startup di software. Lui mi ha aiutato nel percorso di formazione sulle metodologie per far crescere la startup. Poi l’ho anche convinto a venire in Soisy. 

In due anni avete fatto due round di crowdfunding con Two Hundred e avete raccolto negli ultimi giorni 1.6 milioni! Come mai vi siete aperti all’equity crowdfunding?

Come ogni startup c’è una fase in cui devi validare il prodotto e hai bisogno di fondi per coprire le spese. Un anno fa abbiamo raccolto 1.2 milioni in pochi giorni: l’abbiamo fatto perché la nostra è una popolazione di clienti che investono e quindi vedevamo un forte potenziale di marketing nel mettere insieme le due cose, il cliente e il socio. Nel rafforzare questo legame forte di community con i nostri investitori, ad esempio abbiamo un gruppo telegram con tutti. C’è stata un’ottima risonanza e quest’anno che siamo ancora più in scaling e ancora più in cerca di finanziamenti è stata una scelta naturale tornare sul crowdfunding. 

Vi state preparando alla quotazione in borsa?

La quotazione per una startup che ha fatto crowdfunding è un percorso molto naturale secondo me, di fatto già ti sei portato a casa tanti investitori e l’abilità di parlare con una comunità variegata. La tipologia di investitori è variegata: dal piccolo privato al Business Angel che investe 300mila euro ed è quello che accade anche in borsa. Noi dopo il break even lo vediamo come un percorso naturale. 

Per quanto riguarda gli e-commerce, è un buon vantaggio per loro per aumentare la capillarità degli acquisti…

Sì, noi arriviamo all’utente finale tramite l’azienda: facciamo una partnership con l’e-commerce che ci prende come metodo di pagamento. Il valore aggiunto che diamo all’e-commerce è il fatto di aumentare la conversione. Il metodo di pagamento rateale, che non significa necessariamente prestito a rate infinite, possono essere anche 3 o 6 rate, dà una mano all’e-commerce. Noi abbiamo una soluzione molto facile da integrare e molto semplice da usare. 

Se io volessi provare a prestare su Soisy, quanto è il minimo di entrata?

Sono almeno 10 euro. Una soglia bassa perchè abbiamo visto che i clienti vogliono provarci e vedere le prime rate ritornare, poi se sono contenti investono anche 50mila euro.

 Ti potrebbe interessare anche…

Newsletter

Resta aggiornato sulle novità del mondo digitale con la nostra newsletter!

Torna su