12 - Martina De Santis

Martina De Santis

@marti.desantis

Food photographer: la vita oltre l’obiettivo. Tokyo e Berlino in salsa Vegan.

Quali sono i tre luoghi che hanno segnato la tua vita?

I miei tre luoghi sono sicuramente come primo il Giappone: il mio ultimo viaggio importante, mi sono innamorata della loro cultura e spiritualità. Poi ho vissuto 6 mesi a Londra quando avevo 19 anni ed è stato caratterizzante per la mia visuale del mondo e apertura mentale. Come terzo Berlino, dove ho apprezzato mentalità, modo di ricostruirsi, modo positivo di approcciarsi. Mi piace molto viaggiare zaino in spalla con macchine fotografiche e videocamere. 

Come mai hai deciso di indirizzarti verso questo mondo della fotografia?

Nasce come hobby, io sono laureata in mediazione linguistica. Lavoravo per un’azienda ed è stato molto difficile lasciare il mio lavoro e cambiare, ma sentivo che non mi dava la sensazione giusta. Volevo approfondire questo hobby, mi sono data un anno di tempo per provare a costruire una strada in questo ambito.

Uno dei tratti comuni dei nostri ospiti è spesso quello di mollare una certezza per buttarsi in qualcosa che appassioni e appaghi. Come sono stati gli inizi di questa nuova carriera?

È quello che è successo per me: mi ci sono buttata a capofitto, sono autodidatta. Studio da sola tutti i giorni. Mi sono iscritta ad una accademia e ho iniziato a fotografare il food: volevo veicolare messaggi positivi attraverso le mie immagini. Mi focalizzavo nel cibo vegan. Recentemente sto spaziando anche su fitness, yoga, travel, natura. Mi piace scoprire nuove cose e mettermi alla prova. Io cerco di far sempre qualcosa di sostenibile e invitare a non buttare il cibo. Cerco sempre escamotage sostenibili. 

A proposito di sostenibilità, cosa significa per te essere vegani?

Io mi sento un po’ ristretta con questo termine, sono sempre stata una persona sensibile. Mi viene naturale approcciarmi alle cose con un occhio critico. Questo è successo anche con il veganesimo: mi sono approcciata tanti anni fa, ho eliminato la carne, ma in un modo sbagliato. È durato poco e non era sostenibile nel lungo periodo. Poi l’anno dopo ci ho messo più la testa, ho eliminato la carne e in sei mesi ho eliminato il resto. Mi sono informata il più possibile per poter fare una cosa sensata, con esami del sangue e valori nutrizionali corretti. Sono consapevole che essere vegani non è per tutti, ognuno è libero di fare ciò che vuole. A livello fisico ora ho le analisi del sangue perfette, a livello mentale mi sento una persona diversa, piena di energia e ciò mi rende orgogliosa. Si può provare anche solo con un giorno a settimana per iniziare, senza mettersi pressione addosso. Può essere un processo graduale e sensato. 

Come comunichi questo tuo stile di vita con i tuoi followers e quali canali preferisci?

Il blog è nato per raccogliere anche le mie foto, che vadano al di là delle cose comuni. Sui miei canali social ricevo più riscontro, dai messaggi per informazioni ad apprezzamenti. I social sono diventati parte integrante. 

Quali sono dei  consigli che vuoi dare ad aspiranti food photographer?

Sicuramente la luce, cercate un posto vicino ad una finestra o chiedete direttamente il tavolo. Un altro consiglio è la composizione della foto e il dove la scattate: nel food funziona molto bene il macro, la foto da vicino o dall’alto.

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