31 - Marta Basso

Marta Basso

@martabassof

Co-Founder di Generation Warriors e madre del movimento #StopWhining

Ti definisci Co-founder di Generation Warriors, Innovation Evangelist, Millennial Mariner, V-preneur! Cosa significa V-preneur?

L’ho messo per spiegare che tutta la mia parte imprenditoriale è scaturita dal video. Non mi sono mai definita Vlogger o Youtuber. Nasce per il posizionamento video su LinkedIn e tutti i lavori che ho fatto con i video prima di fondare la mia azienda. Per la questione di Millennial Mariner ho cercato di far passare un concetto di ricerca di qualcosa parlando da Millennial, in un mondo che spesso e volentieri era formato da gente molto più grande. Nel mondo di LinkedIn e del lavoro in generale, dove sono stata lanciata dopo un contest che ho vinto in Adecco, mi sono resa conto di essere un collante tra generazioni. La cosa mi ha responsabilizzato moltissimo e mi ha portato al lavoro che faccio oggi e all’azienda che ho fondato.

E cosa significa Chief Creative Human Officer?

Posto che questo titolo mi è stato affibbiato dal mio socio, riguarda la gestione della parte delle risorse umane: un concetto che si è stravolto nel tempo. C’è sicuramente la parte burocratica, in più ci dev’essere una componente estremamente umana come la parola dice: vedere e interagire con le persone che lavorano con te. La mia capacità, che si collega al “creative”, è di essere in grado di riuscire a tirare fuori dall’essere umano e dal contenuto il messaggio e il valore. 

Ci parli del tuo movimento #StopWhining?

Nasce in un momento particolare della mia vita in cui mi stavo per laureare a Venezia in Triennale, mi sono ammalata di broncopolmonite. Non avendo niente da fare a casa, ho iniziato a scrivere la tesi. Già questa è stata un’esperienza particolare, poi a metà luglio mi sono laureata e a settembre sono partita per andare a studiare a Londra senza molte certezze. Trovo il piagnucolare una perdita di tempo e ho deciso di crearci un movimento da un’esigenza innanzitutto personale.

Tu sei un po’ una figura in mezzo tra un Dario Vignali del marketing e una Lilli Gruber. Raccontaci un po’ di Generation Warriors.

Lilli Gruber è il mio modello, quindi grazie per il riferimento! Generation Warriors nasce dall’esigenza di creare dei contenuti per rompere i pregiudizi generazionali. Dalla mia esperienza lavorativa effettivamente questo era emerso e ci siamo chiesti il perchè. Ci siamo sentiti di avere addosso una responsabilità, soprattutto io per la posizione mediatica a cui sono esposta ed abituata. Ci siamo accorti, poi, che facendo tanto contenuto le grandi aziende ci approcciavano chiedendoci la soluzione a questo problema. L’attività di community continua a livello no-profit con i nostri Ambassadors, che hanno dai 20 ai 60 anni. A livello di business ci siamo accorti che la necessità di intergenerazionalità era su due fronti: la parte HR e la parte marketing e comunicazione. Sulla prima ci occupiamo di formazione intergenerazionale, quindi sviluppo di linguaggi e percorsi comuni per i dipendenti di varie generazioni. A livello di comunicazione più la parte di onboarding, comunicazione rete vendita e altre poco conosciute. Per quanto riguarda il resto la comunicazione principalmente video-based sui social media. 

Tu sei stata una delle prime a crederci di più su questo coinvolgimento di una community tramite LinkedIn

Credo di essere stata se non la prima, una dei primi dieci in Italia ad aver pubblicato un video su LinkedIn. Questo è il motivo per cui il mio primo video è diventato virale. 

Non sono tanto fan di qualche piattaforma in particolare, sono più attiva su LinkedIn e TikTok. Ovviamente per le aziende vanno sempre valutate quali piattaforme sono più adatte.

Con questa capacità di creare contenuti, hai anche deciso di scrivere un libro. Ci parli di “La duplice alleanza”?

Questa fase è iniziata in Adecco, sulla parte di acquisizione dell’innovazione early-stage, delle startup più giovani, l’approccio alle startup e l’open innovation. Sono argomenti che in Italia non sono ancora così approfonditi. Il libro lo potete trovare ovunque!

www.martabasso.it

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