32 - Francesca Crescentini

Francesca Crescentini

@tegamini

Tra libri e cultura su blog e Instagram Stories

Traduttrice, mamma, book blogger.. raccontaci un po’ chi sei!

Io sono per formazione una laureata in Economia per l’arte, la cultura e la comunicazione. Ho iniziato ad entrare nell’editoria 10 anni fa con uno stage propedeutico alla laurea. Ho iniziato con il marketing in Einaudi, dove sono rimasta per 4 anni, poi mi sono spostata a Milano e ho fatto la copy per un’agenzia digital. In parallelo traducevo, di notte e nei weekend e sempre curato il mio blog e la mia presenza sui social. Pian piano il blog si è strutturato di più e la mia presenza sui social è stata più attiva. Due anni fa ho iniziato a farlo a tempo pieno: traduzione e creazione dei contenuti sono diventati il mio lavoro.

Come hai iniziato a tradurre libri?

È stato un percorso un po’ accidentale: ho assecondato delle circostanze che si stavano dimostrando favorevoli. Una ex collega mi aveva chiesto di leggerle i proposal che le arrivavano dalle case editrici straniere: ho fatto la lettrice per lei per un po’ di tempo e per la loro direttrice editoriale, fino a quando serviva loro anche un traduttore. Ho fatto una prova, è andata molto bene e mi hanno affidato quel libro. Poi tra un passaparola e l’altro ho iniziato a tradurre a tempo pieno. Oggi lavoro per più editori diversi, dai libri per ragazzi, alla saggistica pop e non. 

Nonostante tu non abbia una formazione da interprete o da linguista hai avuto quindi un bel coraggio per buttarti in questo mondo. È vero che il lavoro del traduttore è molto difficile?

Che sia difficile è indubbio, io sono sempre stata una grande appassionata della lingua inglese. L’ho sempre coltivata e masticata tra scuola, vacanze studio, specialistica in inglese e film con i sottotitoli in inglese insieme a mio padre. Ho una formazione diversa, ma la mia propensione a scrivere e lavorare con le parole si è incontrata con la mia conoscenza della lingua e funzionano! Mi sono anche resa conto negli anni che comunque tantissimi traduttori hanno percorsi disparatissimi. 

Ma da traduttrice di notte, poi nel 2016 ai Macchianera Festival Awards sei stata premiata come migliore Snapchatter…

Con Snapchat devo dire che mi sono allenata per le mie Instagram Stories di adesso. È stato un po’ un esperimentone collettivo che ora si sta replicando su Instagram. Ho iniziato ad usarlo in maternità, aspettando Cesare. Sono tutt’ora la migliore Snapchatter d’Italia! Macchianera ha tolto la categoria e sono stata la prima e l’ultima! 

Con l’hashtag #librinitegamini hai creato una vera e propria rete su Instagram, le persone si sentono parte di una community e interagiscono tra di loro

Sì ho dei followers che mi hanno seguito negli anni e pian piano sono cresciuti. È stato un percorso graduale durato una decina d’anni ed è bello così. È una relazione che vedo resistere al tempo e mi permette di essere più naturale e spontanea: è come essere in mezzo a degli amici che condividono con me punti di riferimento e che sanno di cosa sto parlando. Mi sento fortunata! Quando si condivide un linguaggio ci sta che vengano usati degli hashtag che si riescano a fare delle iniziative o challenge con la community.

Io comunque ho sempre condiviso i contenuti come se fosse un diario e c’è quindi una grande componente personale: questo aiuta a creare una voce riconoscibile e di riferimento per quel tipo di contenuti.

Hai mai pensato di scrivere un libro?

A me piacerebbe molto, ci sto provando. Mi sono venute diverse idee ma ora purtroppo non ho molto tempo per dedicarmici. È sicuramente uno dei grandi meravigliosi obiettivi delle sorti progressive dell’umanità!

Come racconteresti la tua attività di influencer a mia nonna?

Cara nonnina, io sono molto brava a inventarmi contenuti sui social: scrivo, racconto e faccio i video. Sono così brava che ci sono dei brand che mi vogliono pagare affinché io crei contenuti per loro.

Quello che conta è anche la componente personale: il fatto che sia io e con la mia voce. Esce un contenuto riconoscibile ad uno stampo che è il mio e che le persone apprezzano perchè risulta originale ed interessante. 

Io penso che la gente vada a vedersi i contenuti che fanno gli altri per due motivi principali: per essere intrattenuto e per essere informato. Il come lo fai poi è ciò che ti rende distinguibile dagli altri.

E quali sono i tuoi tre libri del cuore?

Difficile! “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace, usata anche come bomboniera al matrimonio, parliamone! “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro per piangere un bel po’ e poi un terzo “Anna Karenina”, grande classico, un’esperienza meravigliosa. 

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