30 - Bruno Reggiani

Bruno Reggiani

Bruno Reggiani

Country Manager Italia di Penta

Oggi ospite come punto di riferimento per il mondo fintech e startup è Bruno Reggiani, e ci viene a raccontare cosa può fare una banca moderna per le startup e le PMI.

Esatto, Penta è una startup tedesca che si sta espandendo in italia e vuole innovare il settore del Business banking, di come le aziende interagiscono tramite la banca all’interno dei loro processi e di come una banca può aiutare un’azienda all’interno della sua gestione.

I nostri ragazzi startupper che ci ascoltano, alla parola banca cominciano ad essere titubanti, ma invece Penta in cosa si differenzia dalle altre banche tradizionali?

Quel tipo di sensazione è la stessa che hanno provato i nostri fondatori, per cui hanno deciso di sviluppare il progetto Penta: l’obiettivo è cercare di evitare quel tipo di rapporto poco amichevole tra azienda e banca, proprio cercando di semplificare i processi. Dall’onboarding ovvero la registrazione completamente online e senza alcun tipo di documento da caricare, fa tutto Penta, ai processi comuni come la facilitazione del pagamento fino a 50 transazioni con un solo codice. Questa è una piccola cosa che sembra banale ma permette ad esempio il pagamento semplificato degli stipendi e molte delle banche tradizionali non lo fanno. 

Ci racconti un po’ chi sei e quali sono i tre luoghi che hanno caratterizzato il tuo percorso fino ad arrivare a Penta?

Sicuramente Roma, la mia città natale, poi Washington che è stata la mia prima vera esperienza da adulto fuori dall’Italia e Milano che ormai è la mia casa. 

A Washington sono andato finito il percorso universitario, sentivo che mi mancava un’internazionalizzazione. Ho trovato tramite l’università un percorso di studio e lavoro, ci sono rimasto un po’ più di sei mesi. Poi sono arrivato direttamente a Milano perché era la città giusta per lavorare nel settore startup e poter far crescere questo tipo di progetti. 

In tutta questa storia però c’è molta Germania…

Esatto, Penta è una realtà nata da fondatori tedeschi. Abbiamo in realtà anche una parte serba con ufficio a Belgrado. Berlino però ha questa bellissima atmosfera internazionale. Penta è il numero uno in Germania nel settore del Business Banking, dove in parte c’è anche ad esempio N26. L’obiettivo è quello di espandersi sempre di più.

Come si arriva ad essere Country Manger? Qual è la gavetta da fare?

Sono riuscito fortunatamente a fare delle belle esperienze nel mio percorso di carriera, ho avuto l’opportunità di lavorare con grandi imprenditori che hanno portato le startup anche a quotarsi in borsa come Buongiorno.it. Poi Eataly net, startup digitale di Eataly, è stata una scuola di vita con Andrea Casalini. Il percorso che ho cercato di fare io è sempre stato quello di lavorare in startup che comunque si sono consolidate in qualche maniera, con un team già forte. Fondamentale è la voglia di fare e la mentalità startup di voler raggiungere i risultati. 

Perchè Penta è quello di cui ha bisogno una startup? Cosa si trova in Penta?

Sicuramente un modo di gestire le finanze più facile, un conto che si può aprire in dieci minuti: dei controlli di compliance e attivazione veloce del conto. L’app Companion che ti aiuta a gestire meglio il tuo conto, un desktop molto semplice: 50 transazioni con un solo comando, poter ordinare carte per dipendenti e soci. È pensata per i team: rende molto più facile la rendicontazione dei rimborsi spese e delle fatture. Ci sono poi dei livelli di accesso al conto bancario personalizzabili, ad esempio un accesso in “view mode” al commercialista, completamente in sicurezza. 

Cerchiamo anche di costruire un network di partners più avvezzi al nostro target, ovvero aziende innovative che hanno bisogno di soluzioni veloci. Ad esempio, sui finanziamenti abbiamo Credimi, sui pagamenti con i Pos SumUp: soluzioni agili che rispondono alle esigenze dei nostri clienti. 

Le startup che si presentano devono avere dei requisiti ben definiti o possono essere anche nella prima fase di Early Stage?

L’unico requisito è che siano legalmente costituite: visura, partita iva e soci riconoscibili senza pendenze particolari. I controlli sono sempre quelli di tipo bancario. 

Quanto è importante la contaminazione e la creazione di un network per lo sviluppo di idee di questo tipo?

Fondamentale, parlare con gli altri e scambiarsi idee anche con i clienti. Soprattutto una startup tedesca con un prodotto in Italia non può pretendere di realizzare i prodotti ad hoc per ogni nazione. É una sfida e un adattamento di un prodotto che nasce in un altro mercato al target italiano. Ad esempio, in Germania va tantissimo il direct debit, l’Italia non conosce ancora questo prodotto e dobbiamo educare gli utenti. Bisogna sempre cercare di trovare il prodotto che con il minor costo accontenti il maggior numero di clienti.

Vi è capitato che dei clienti vi abbiano dato idee per nuovi servizi o per sistemare dei problemi?

Abbiamo feedback in continuazione. Abbiamo tutta una roadmap di prodotto dove ogni nostro cliente può dire la sua, facciamo sondaggi continuamente. Alcuni prodotti italiani ci sono stati fortemente suggeriti, uno che uscirà a breve ci è stato suggerito dall’80% dei clienti. 

Quanto la parte educativa, soprattutto in ambito finanziario, ha fatto la differenza in un mercato come quello delle startup che a volte rischia di mancare un po’ di sostanza?

Proprio nel Fintech è fondamentale essere informati, ci sono rivoluzioni continue che accadono e studiarle serve per accontentare i consumatori.

Come è composto il team di Penta?

I tecnici sono 5 o 6 a Milano, 20 a Belgrado e 3 o 4 a Berlino. Lavoriamo molto insieme da remoto. Tutti i C-levels sono nell’Headquarter con i Founders a Berlino. Poi noi a Milano siamo un team di Marketing business & operations e cerchiamo di essere la voce per l’Italia del prodotto all’interno di Penta. 

www.getpenta.com

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